COME PREVENIRE L’ALZHEIMER

La malattia di Alzheimer è una patologia degenerativa, cronica e progressiva nel cervello che distrugge le cellule celebrali e i neuroni che sono responsabili della connessione tra esse. E’ una malattia che inizia lentamente e peggiora con il tempo portando al declino delle capacità mentali e del comportamento. La persona colpita da Alzheimer ha disturbi nelle funzioni della memoria, del pensiero e della parola. Il principale fattore di rischio per il suo sviluppo è proprio l’età: dopo gli 85, due persone su dieci si trovano a fare i conti con questo tipo di demenza. Ma accanto a fattori di rischio, come appunto l’età, la genetica, ne esistono alcuni, legati allo stile di vita che possono ridurre o ritardare il rischio di ammalarsi di Alzheimer o di altre forme di demenza: un’alimentazione sana, esercizio fisico e allenamento della memoria. Gli studi scientifici recentemente si sono concentrati su questa innovativa e altamente rilevante area di indagine, mostrando come alcuni interventi possano migliorare la salute cognitiva e cerebrale degli anziani. L’attività fisica e il movimento in generale possono ridurre il rischio di demenza o Alzheimer: hanno un effetto positivo sulla pressione del sangue e sul peso di una persona, anche il livello glicemico rileva un’importante riduzione. Seguire una dieta equilibrata, in particolare quella mediterranea, si è rilevata efficace nel ridurre il rischio di sviluppare una Malattia di Alzheimer. Gli alimenti da consumare giornalmente e in quantità sono frutta e verdura, meglio se di stagione. Allenare la propria mente, impegnarsi in attività cognitive favorisce i meccanismi di plasticità celebrale. Imparare una nuova lingua, giocare a carte, leggere, imparare una poesia sono esercizi ideali e aiutano il cervello a prevenire ogni forma di demenza. Anche i contatti sociali possono dare un valido contributo alla riduzione del rischio-demenza: vedere regolarmente amici e familiari, prendere parte ad attività sociali e ricreative, avere scambi di idee, sono l’ideale per ‘‘rimanere giovani’’ dentro e fuori.

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Perché l’intrattenimento è importante per gli anziani

Invecchiare è un fenomeno naturale, ma con il giusto intrattenimento è possibile tenere allenato il cervello dell’anziano con passatempi, giochi o lavoretti. Le persone anziane, nonostante le restrizioni fisiche e spesso anche psichiche, meritano di sentirsi, malgrado il trascorrere del tempo, importanti e attive. Adottare uno stile di vita ricco di stimoli, caratterizzato da attività adeguate all’età che avanza, porta effetti positivi sotto tanti punti di vista. Credere che un anziano debba restare a riposo continuo è un errore che può portare ad inerzia, depressione e disturbi legati al poco movimento fisico e psichico. Un problema ricorrente che affligge le persone della terza età riguarda la perdita di memoria: per combatterne gli effetti sono stati creati dei passatempi con cui si stimola quotidianamente l’attività cognitiva per preservare il cervello dall’invecchiamento fisiologico a cui è soggetto. Si tratta di una vera e propria ‘‘ginnastica mentale’’, che si svolge quasi inconsapevolmente, senza sforzo e divertendosi. Più il cervello funziona, più lavora e meno si deteriora. Inoltre è importante diversificare le attività ricreative per anziani in modo tale che ognuno possa avere la possibilità di cimentarsi in qualcosa di nuovo, prediligendo quelle che favoriscono un’atmosfera serena e allegra, volte a migliorare l’autostima dell’anziano, e non solo, a migliorare la mobilità fisica evitando uno stile di vita troppo sedentario. Le attività devono essere calibrate sulle abilità fisiche e psicologiche degli anziani, evitando quelle che potrebbero affaticarli o demotivarli. Sole, aria pura e buona compagnia sono il giusto mix per favorire il buonumore e la salute. Infatti è un’ottima idea quella di organizzare attività ricreative per anziani all’aria aperta, purché non comprendano giochi che richiedano un’eccessiva resistenza fisica. Le attività ricreative nella casa di riposo Domus Santa Rita sono garantite con particolare attenzione per una permanenza piacevole e serena. La Domus Santa Rita promuove molte attività che consentono all’anziano di ritrovare la propria dimensione, di svolgere esercizi consoni alle sue possibilità e di rafforzare le relazioni con gli altri ospiti.

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Casa di riposo e benessere psicologico

Il luogo comune è che la felicità appartenga alla giovinezza e la tristezza alla vecchiaia e che i sentimenti provati dagli anziani siano molto pacati e prevalentemente dolorosi. Con l’avanzare dell’età, sicuramente, l’intensità delle emozioni decresce, gli anziani diventano più fragili e vi è una tendenza ad un appiattimento dell’umore, ma ciò che è importante contrastare e sottolineare è che l’aumento d’età non comporta necessariamente una riduzione del benessere. Indubbiamente l’anziano sperimenta perdite e lutti: morte del coniuge, pensionamento, perdita di ruolo, riduzione del vigore fisico. Questi fattori possono produrre marcate conseguenze emotive, come l’angoscia, la paura, l’isolamento. Tuttavia l’anziano può attenuare queste esperienze negative attraverso la ricerca di nuovi stimoli e relazioni interpersonali. Porre attenzione al benessere psicologico degli anziani è necessario, considerando gli effetti positivi che lo stesso esercita sulla salute, un fattore protettivo, particolarmente significativo, per molti disturbi che accompagnano la terza età. Gli anziani non hanno bisogno solo di farmaci e terapie: molti studi dimostrano l’utilità psicologica di porsi degli obiettivi, pianificare il proprio tempo senza pretendere troppo da sé stessi, ma senza neppure lasciare troppi spazi vuoti da riempire. La casa di riposo Domus Santa Rita promuove il benessere psicologico dell’anziano, offrendo un ambiente ricco di stimoli, dove è possibile socializzare e rapportarsi agli altri in un clima di serenità: dove corpo e mente lavorano in sinergia e prendersi cura di uno dei due porta inevitabilmente beneficio anche all’altro.

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Alzheimer: chiedere aiuto ad una casa di riposo è una grande dimostrazione d’amore

L’Alzheimer è una malattia degenerativa, un morbo insidioso, che colpisce il cervello, provocando la morte di un gran numero di cellule nervose. Ciò compromette il corretto funzionamento delle capacità celebrali e determina un forte cambiamento della personalità: influisce soprattutto sulla capacità del malato di ricordare e pensare con lucidità. Per queste ragioni convivere con un malato di Alzheimer è decisamente impegnativo e rischioso. Anche avvalendosi delle migliore terapie disponibili, assicurare un supporto ottimale al malato non è mai facile, perché il progressivo declino cognitivo, con il tempo, determina una condizione seria di invalidità. Nella maggior parte dei casi si tratta di disturbi comportamentali che possono rendere particolarmente problematica l’interazione con il paziente. Anche una semplice azione quotidiana, come l’igiene, può diventare una battaglia con vere e proprie esplosioni di aggressività: che va letta non come una forma di attacco verso gli altri, ma al contrario come una reazione di difesa nei confronti di situazioni che il malato non riconosce più e che non riesce a decodificare. Fronteggiare le reazioni del paziente affetto dal morbo di Alzheimer in un contesto domestico è sicuramente diverso che farlo in una struttura specializzata. La differenza non è solo nell’entità del problema ma nella quantità e professionalità delle persone che si fanno carico di tali reazioni. A casa, questa problematica fa sì che il ‘‘caregiver’’ si trovi caricato di un’ulteriore fonte di stress, aggravata dalla partecipazione emotiva e dal dispiacere generato nel vedere un proprio caro assumere determinati comportamenti Alla lunga, tutto ciò può stimolare reazioni di rabbia e angoscia, anche nel familiare che assiste e si prende cura del malato, dettato dall’impotenza rispetto agli effetti che produce la malattia. Questo meccanismo viene scongiurato in una struttura di ricovero dove il personale non è emotivamente coinvolto, ma preparato a gestire le situazioni di stress del paziente. Inoltre i malati di Alzheimer hanno bisogno di cure e attenzioni particolari e quotidiane e se, per ragioni familiari o professionali, è impossibile seguirli come si dovrebbe, h 24, il suggerimento è di rivolgersi ad una struttura attrezzata e specializzata.

Chiedere aiuto ad una casa di riposo quando si hanno casi di Alzheimer in famiglia è veramente importante: la demenza non incide soltanto sulla mente dell’individuo, ma produce effetti negativi anche sulla famiglia del malato e coloro che lo assistono.

La Casa di Riposo Roma Domus Santa Rita è un supporto professionale e caloroso per tutti gli anziani affetti da demenza senile e morbo di Alzheimer. Contattaci o visita il nostro sito web per maggiori informazioni!

ANZIANI E CALDO: IL MARE COME VERO FARMACO NATURALE

Gli anziani, in particolar modo i malati cronici, sono considerati a rischio ogni volta che c’è un’ondata di calore. Con l’invecchiamento tutti i meccanismi di autoregolazione dell’organismo tendono a ridursi: si riduce il senso della fame, della sete e si riducono i meccanismi del centro termo-regolatore del cervello. Per questo motivo è molto comune fra gli anziani una difficoltà di adattamento al caldo e agli sbalzi termici. Diversi studi scientifici confermano i vantaggi che può trarre, in certi casi, l’organismo anziano dal contatto con l’ambiente marino: la salsedine, la sabbia e l’aria sono solo alcuni dei benefici che porta al corpo e all’umore. Ma in realtà sono molti i fattori che fanno sì che il mare sia un valido mezzo terapeutico: in primo luogo la temperatura, l’umidità dell’aria è costante e crea così un naturale e duraturo ‘‘effetto aerosol’’. Inoltre il mare è in continuo movimento e con le sue onde, invade l’aria delle sue milioni di particelle d’acqua che contengono tutte le sue proprietà: ioni, Sali di iodio, calcio, cloruro di sodio, che vengono trasportati dal vento e respirati da chiunque viva nelle vicinanze del mare. Un altro aspetto tutt’altro che insignificante è la decisiva scarsità di smog e di polveri sottili nelle località marine, rispetto ai più inquinanti climi delle zone urbane industrializzate.

Scegliere una casa di riposo per anziani nelle vicinanze del mare non è solo distensivo, ma anche salutare.

La casa di riposo Domus Santa Rita si propone come una vera e propria residenza al mare per la Terza Età: preservando la salute e il benessere dei propri ospiti, grazie alla disponibilità di una spiaggia privata e attrezzata per rispondere ad ogni esigenza del singolo. Oltre a garantire il comfort e relax degli ospiti, la spiaggia per anziani Domus Santa Rita tiene lontani dal caldo torrido e dall’afa, tipici del periodo estivo, causa spesso di malesseri.

Non è soltanto rilassante, ma la spiaggia privata Domus Santa Rita offre, con le sue passeggiate sul bagnasciuga, un ottimo rimedio ai problemi respiratori che affliggono anziani e persone allergiche.

Sono poche le strutture che possono garantire il meglio per il tuo caro, scopri di più su DOMUS SANTA RITA.

Scoperta una forma di demenza simile all’Alzheimer

L’Alzheimer è la forma più comune di demenza senile, provocata da un accumulo di proteine ‘‘amiloide e tau’’ nel cervello, determina un lento declino delle funzioni celebrali e il deterioramento della personalità e della vita di relazione. Secondo una rivoluzionaria scoperta americana, la ragione per cui la ricerca di una cura per l’Alzheimer fino ad ora ha fallito, è da rinvenire in una nuova patologia, con sintomi simili al morbo di Alzheimer, che provocano un’errata diagnosi. Lo studio di un team di ricerca internazionale coordinato dall’Università del Kentucky, pubblicato sulla rivista Brain, ha individuato una nuova forma di demenza, che comporta alterazioni della memoria e di alcune abilità cognitive, che si manifestano in maniera più lenta della nota patologia dell’invecchiamento.

Finora diagnosticata, erroneamente, come Alzheimer, la nuova demenza ‘‘encefalopatia TDP- 43’’, che gli studiosi avrebbero ribattezzato LATE (Limbic-predominant Age-related TDP-43 Encephalopathy), coinvolge un’altra proteina presente nel cervello: una condizione che, secondo studi effettuati post-mortem, è presente in un anziano su quattro over 80. Nonostante le notizie su questa patologia siano poche, ciò che ad oggi è chiaro è che in molti casi di soggetti con sintomatologia simile a quella data dall’Alzheimer, potrebbero essere affetti da LATE. I sintomi sono gli stessi, ma le cause di tali disturbi sono completamente diverse. Mentre nel morbo di Alzheimer si ritrovano placche di beta amiloide e tautopatie, ripiegamenti scorretti della proteina Tau che tende a formare aggregati, nella LATE i problemi si trovano in un’altra proteina: la TDP-43. Nell’individuo sano questa proteina si ritrova nei nuclei di diverse tipologie di cellule e non è mai fosforilata. In questa sede svolge le sue molte funzioni: regola l’espressione di alcuni geni ed i livelli di trascrizione e traduzione di alcuni prodotti. Entrando nel campo patologico, tuttavia, queste capacità vengono meno. La proteina si sposta nel citoplasma cellulare, dove si accumula nella sua forma fosforilata. La rivelazione rappresenta un punto di svolta nella ricerca di una cura per l’Alzheimer, perché l’esistenza di una nuova forma di demenza spiegherebbe perché le terapie che neutralizzavano le proteine ‘‘amiloide e tau’’ in alcuni casi non sono state efficaci. Formalizzare dei criteri diagnostici ed aumentare la consapevolezza di questa malattia può aiutare ad interpretare meglio i trials clinici volti a trovare una soluzione per il morbo di Alzheimer.

spiaggia privata per anziani

Spiaggia privata per anziani Domus Santa Rita

Il sole e l’aria di mare fanno bene, e non solo all’umore!

Il mare è come un centro benessere naturale a disposizione di tutti. Molti medici consigliano agli anziani di trascorrere qualche settimana all’anno in una località marittima: la salsedine e la sabbia hanno infatti particolari proprietà benefiche per l’organismo, confermate da numerosi studi scientifici.

La Casa di riposo Domus Santa Rita, situata nel comune di Ardea, si trova a pochi passi dal mare e dispone di una spiaggia privata attrezzata, dove gli ospiti possono trascorrere piacevoli giornate, con i propri familiari o con i propri coetanei, per godere dei benefici dello iodio e del sale. La spiaggia per anziani, difatti, è aperta anche alle famiglie degli ospiti in visita. E’ munita di attrezzature necessarie a garantire un soggiorno sicuro e rilassante, sotto la stretta vigilanza di un personale qualificato.

Soprattutto nel periodo primaverile-estivo, la spiaggia attrezzata Domus Santa Rita consente di tenere gli anziani lontani dall’afa e dal caldo torrido: le temperature, nei mesi caldi, sono nocive per la loro salute e per il loro fisico indebolito.

La casa di cura Domus Santa Rita consente ai residenti di condurre uno stile di vita attivo e ricco di esperienze, grazie alla spiaggia attrezzata offre momenti di socialità e condivisione.

Presso la casa di riposo Roma Domus Santa Rita, gli anziani possono riscoprire un ambiente sano e ricco di stimoli, che pone al centro di tutto il benessere fisico e psicologico dell’ospite.

Tutto questo è equilibrio e serenità per gli anziani.

Per maggiori informazioni sulla residenza per anziani Domus Santa Rita, visita il sito web o vieni a trovarci di persona presso Via Bolzano, 32 Marina di Ardea (ROMA).

Predisposizione genetica all’Alzheimer, cosa si può fare

Il morbo di Alzheimer è tristemente noto per la tuttora attuale assenza di una cura. Ecco perché chi scopre di essere geneticamente predisposto a questa subdola malattia potrebbe vivere con profondo sconforto l’eventualità di ammalarsi e di perdere gradualmente la propria autonomia.

Tuttavia, è importante sapere che molto si può ottenere sul fronte della prevenzione, e che attraverso piccoli accorgimenti quotidiani ed un concreto impegno fisico e mentale, possiamo davvero tenere l’Alzheimer a distanza.
Diversi studi clinici hanno già osservato il ruolo primario della dieta mediterranea in questo senso, essendo composta in prevalenza da cereali integrali, olio di oliva, verdura in foglie e frutta. Un’ulteriore conferma giunge una nuova ricerca condotta dai medici finlandesi Miia Kivipelto e Alina Solomon, denominato FINGER e durato due anni, i cui risultati sono stati resi pubblici su JAMA Neurology nel Gennaio di quest’anno.
Il campione di circa 1.000 pazienti, di età compresa fra 60 e 77 anni, cui era stato diagnosticato un disturbo della memoria, è stato suddiviso in due gruppi: rispettivamente gruppo A sono stati inclusi i soggetti cui sono stati forniti consigli regolari (regular counseling) sullo stile di vita, mentre nel gruppo B quegli stessi consigli sono stati particolarmente rinforzati da un programma più intenso di esercizi fisici e cognitivi (enhanced counseling). Questi ultimi, parallelamente, venivano sottoposti ad una intensa sorveglianza per la prevenzione di rischi cardio-vascolari.
I primi rilevamenti hanno mostrato un significativo incremento del rischio di declino cognitivo nei soggetti del gruppo A rispetto a coloro che avevano ricevuto l’enhanced counseling. Particolarmente incoraggiante il fatto che a tale gruppo B partecipavano circa 360 persone portatrici del gene APOE4, un fattore geneticamente predisponente alla malattia, eppure sono stati proprio questi soggetti a riportare i risultati migliori.
Questo studio insegna che uno stile di vita equilibrato ed un intenso ed accurato esercizio fisico e cognitivo possono contrastare efficacemente persino la predisposizione al morbo di Alzheimer.
Il modello di intervento qui esemplificato verrà ora adottato e testato nell’iniziativa World Wide FINGER allo scopo di verificarne gli effetti in differenti popolazioni.

comunicare con il malato

Comunicare con il malato, perché è importante

Comunicare con il malato di Alzheimer può essere molto importante: ecco i consigli di Domus Santa Rita.

L’Alzheimer è un morbo insidioso: sottrae indipendenza, autonomia, ricordi, persino la capacità di farsi comprendere e di comunicare i propri bisogni. Nonstante la difficoltà comunicare con un malato di Alzheimer non soltanto è possibile ma diviene anche necessario.
Non ci riferiamo soltanto alle parole: anche espressione, tono della voce e gestualità possono essere utili a comunicare, e con l’avanzare della malattia risultano addirittura preponderanti rispetto alla verbalità. Nei casi più gravi, infatti, il malato avrà molta difficoltà nell’esprimersi correttamente a parole, e risulterà meno frustrante il fatto che siamo disposti a comunicare con lui anche attraverso altri segnali.
Comunicare con il malato, oltre a far sentire il nostro degente meno solo, può fungere da stimolo per le sue capacità residue. Ecco perché è importante evitare di mortificarlo correggendolo laddove sbaglia o se salta da un argomento all’altro: è necessaria una certa delicatezza, e soprattutto il rispetto per un individuo non più padrone delle proprie facoltà.
In casi di decorso avanzato della malattia, l’affetto da Alzheimer è meno espressivo, meno recettivo, poco incline alla comunicazione e spesso tende a fare uso di parole ripetitive. In questi casi, è fondamentale essere comprensivi e prepararsi all’eventualità di ripetere più volte domande ed affermazioni che il malato potrebbe non aver compreso o dimenticato. Se l’ammalato tende ad innervosirsi e ad alzare la voce, sta a noi mantenere un tono controllato e pacato, per riportarlo alla tranquillità.
In conclusione, per comunicare con il malato in modo efficace bisogna rispettare i suoi tempi, cercare di coinvolgerlo spesso nelle nostre attività, mettendo in risalto i suoi successi; bisogna evitare di correggerlo, se il messaggio è complessivamente chiaro, e non manchiamo mai di rassicurarlo, evitando di assumere un atteggiamento irritato o spazientito.
Insomma, comunicare con il malato di Alzheimer non è facile ma vale la pena raggiungere questo scopo: perché dietro la malattia sappiamo che vi è ancora una parte di quel familiare che continua a vivere e a chiedere di essere ascoltato.