Primavera: la stagione ideale per incrementare l’attività sportiva degli anziani.

La qualità della vita degli anziani risulta influenzata, oltre che dalla disponibilità di un adeguato sostegno familiare, sociale e finanziario, anche dalla conduzione di uno stile di vita sano, nell’ambito del quale l’abitudine a praticare attività fisica gioca un ruolo importante.

È provato, infatti che l’allenamento fisico acquista una particolare importanza nell’anziano perché aiuta a mantenere un buon equilibrio di salute del corpo e tutti i suoi sistemi, a rallentare il processo fisiologico di invecchiamento, nonché a migliorare il sistema vascolare e respiratorio.

Proprio a questo proposito, anche per gli anziani, la primavera rappresenta la stagione ideale per incrementare l’attività sportiva.

La mobilizzazione completa di tutte le articolazioni ed il potenziamento della muscolatura attraverso l’attività fisica regolare mette in azione numerosissimi meccanismi biologici che interagiscono con organi ed apparati.

Nello specifico, i benefici di un costante esercizio fisico sulla salute degli anziani saranno:

  • minore accumulo di grasso totale e addominale;
  • muscolatura più resistente all’affaticamento;
  • minore stress cardiovascolare e metabolico;
  • abbassamento della pressione arteriosa, della colesterolemia e della trigliceridemia;
  • ridotto rischio di patologie coronariche;
  • controllo del diabete di tipo II;
  • migliorano i disturbi vascolari periferici;
  • efficienza cardio respiratoria;
  • aumento della motilità intestinale;
  • benessere psicologico (minor rischio di depressione e ansia);
  • rendimento cognitivo superiore (più memoria e capacità di attenzione).

Il risultato sarà quindi un miglioramento della salute cardiovascolare e muscolare, ed una riduzione del rischio di malattie croniche, depressione, e declino cognitivo.

Come contrastare gli “effetti collaterali” della primavera?

Bellissima e sempre attesa, la primavera porta con sé anche cambiamenti sul nostro organismo, spesso non ancora pronto ad affrontare la nuova stagione.
Il cambio di stagione, infatti,  induce svariati effetti fisiologici sul nostro corpo, sul nostro stile di vita e sul nostro umore, determinando in alcune persone ansia, insonnia, stanchezza, irritabilità, spossatezza.
Ciò accade anche a causa della variazione di luce e temperatura che si registra in questo periodo: la luce regola il nostro sistema nervoso centrale, inibendo di giorno la produzione di melatonina che regola il ciclo sonno-veglia.
È molto comune, infatti, che in questa fase si senta spesso il desiderio di dormire.

Le categorie più esposte sono sicuramente quelle più “deboli”, come nel caso dei bambini e degli anziani, ma non solo: anche le persone che hanno stili di vita particolarmente stressanti e trascurati possono risentirne maggiormente.

La prima raccomandazione per contrastare questo problema è sicuramente quella di prestare attenzione all’alimentazione: mangiare sano e naturale è la chiave per avere le giuste energie!
Sostenere un regime alimentare equilibrato è necessario per il corretto funzionamento del nostro organismo.

In particolare, è fondamentale introdurre giornalmente frutta e verdura, seguendo la regola dei cinque colori diversi, così da garantire il corretto apporto di vitamine e sali minerali. Anche di legumi e cereali integrali sono indispensabili per regolarizzare le funzioni del nostro corpo.

Inoltre, si consiglia di prediligere il pesce alla carne, soprattutto quello azzurro, che è fonte di omega 3, importante attivatore di energie e alleato del benessere del nostro cervello.

Come sempre, il consiglio fondamentale è quello di bere almeno due litri di acqua al giorno per mantenere la corretta idratazione dell’organismo. Come integrazione. è bene anche aggiungere qualche goccia di succo di limone, a tisane drenanti ed antiossidanti, alternate a quelle disintossicanti e depurative del fegato.

Come proteggere la pelle degli anziani dal “primo sole”?

Con l’arrivo della primavera e delle belle giornate, aumenta il desiderio di trascorrere qualche ora all’aperto, per godersi il clima mite tipico di questo periodo.

Tuttavia, proprio in questa fase, bisogna prestare particolare attenzione: con il primo sole della primavera, infatti, è facile scottarsi.

La cute è la principale barriera che ci preserva dall’esposizione a fattori esterni, come i raggi UV. E proprio per questo è importante conservarne il suo status protettivo attraverso dei piccoli ma indispensabili accorgimenti.

Con l’avanzare dell’età il bisogno di tale prevenzione risulta poi ancora più marcato, ed è quindi estremamente fondamentale proteggere la pelle degli anziani.

Innanzitutto è bene ricordare alcuni accorgimenti prima di passare al discorso riguardante i solari. Per esempio indossare indumenti quali cappelli, maglie e occhiali da sole può scongiurare notevolmente la pelle dai rischi legati ai raggi solari. Anche il periodo d’esposizione è da considerare: bisogna evitare di prendere il sole nelle ore più calde del giorno, ovvero dalle 11.00 alle 15.00.

Un altro fattore determinante è la gradualità nell’esposizione solare: poche ore ma con continuità (circa mezz’ora al giorno, quando fa meno caldo), per abituare meglio l’epidermide. Rimane comunque in primo piano l’utilizzo di creme solari, adattate a seconda del tipo di pelle.
Le persone anziane, così come i bambini e gli individui con la pelle chiara, la cui pelle è maggiormente delicata, dovranno scegliere perciò una crema con un indice di protezione alto o molto alto.

Dobbiamo però tenere presente che i raggi solari favoriscono da un lato la sintesi di vitamina D, fattore determinante per la salute del corpo, mentre dall’altro attivano la melenogenesi, ovvero il processo che aumenta, grazie alla produzione di melanina, la pigmentazione cutanea e ci protegge dai raggi ultravioletti.

Diventa quindi importante trovare il giusto equilibrio per sfruttare a pieno tutti i benefici.

La Domus Santa Rita dispone di ampi spazi all’aperto attrezzati, per garantire il massimo benessere agli ospiti.
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Gli effetti della musica sull’Alzheimer

Le persone affette da malattia di Alzheimer, o da altre forme di demenza, si trovano di fronte a un mondo sconosciuto che causa disorientamento e ansia. Nuove evidenze scientifiche suggeriscono che la musica potrebbe rendere questi sintomi più gestibili migliorando la qualità di vita di questi pazienti.

Alcuni ricercatori stanno sviluppando trattamenti basati sulla musica per aiutare ad alleviare l’ansia nei pazienti affetti da demenza. Lo studio ha focalizzato l’attenzione sul funzionamento del Salience Network, una rete cerebrale che ha lo scopo di rilevare e successivamente elaborare stimoli significativi per l’individuo. Sorprendentemente, questa regione viene risparmiata dagli effetti della malattia di Alzheimer.

Per lo svolgimento della ricerca, gli studiosi hanno guidato i partecipanti nella scelta di una playlist di canzoni significative, insegnando ai pazienti l’utilizzo di un lettore multimediale portatile. Attraverso la risonanza magnetica funzionale, i ricercatori hanno osservato le immagini cerebrali dei pazienti durante l’ascolto dei brani scelti e in condizioni di controllo.
Ciò che ne è emerso è che la musica sembra attivare il cervello generando comunicazione tra intere regioni cerebrali.

Nonostante i risultati sicuramente sorprendenti, che aprono ad interessanti prospettive future, è bene considerare alcuni limiti consistenti di questo studio. Infatti, il disegno sperimentale è stato condotto su una singola sessione per ciascun paziente, per cui non siamo riusciti a giungere a conclusioni certe, circa l’influenza della musica sull’attivazione cerebrale a lungo termine.

La pet therapy per gli anziani.

La Feder. Anziani Senior Italia ha condotto uno studio secondo cui il 39% della popolazione italiana over 65 possiede un animale domestico. I benefici ricavati dalle persone anziane, grazie alla compagnia di questi animali, sono sorprendenti. Questo fenomeno, definito come pet therapy per gli anziani, migliora nettamente le condizioni di vita della persona.

La relazione con un animale, stimola il benessere psicologico oltre che un maggiore movimento fisico.
Si è infatti dimostrato che i pazienti accompagnati da un cane, registrano i miglioramenti più significativi sulla scala della depressione. Essi hanno presentato un notevole miglioramento nel comportamento e sono aumentate le loro interazioni con il personale e con gli altri pazienti del programma.

Gli animali, infatti, sono sempre alla ricerca di un contatto o di attenzioni e manifestazioni di affetto. Poiché i cuccioli tendono ad essere troppo attivi ed irrequieti, per le persone anziane è consigliata la pet therapy con cani o gatti anziani. Solitamente è l’anziano stesso a scegliere un animale domestico un po’ avanti con l’età e, a volte, anche con gravi handicap fisici. Questa singolare scelta consente sia al padrone che all’animale stesso di godere di ritmi della vita del tutto simili. La sintonizzazione tra la persona e l’animale consente un notevole beneficio di carattere psicologico per l’anziano, in quanto lo spinge a sentirsi fondamentale nell’accudimento del suo amico a quattro zampe.

Lo scopo della Pet Therapy è quindi quello di eliminare uno stato di malattia o ridurne gli effetti negativi sulla salute. Più in generale consente di migliorare la qualità della vita e lo stato generale di benessere.

Inoltre, come già accennato prima, la pet therapy per gli anziani non comporta soltanto benefici psicologici, ma migliora anche le condizioni fisiche. I cani infatti sentono il costante bisogno di muoversi  e spingono i loro padroni a fare attività fisica. Gli anziani condividono questo momento di attività all’aria aperta con i loro animali e godendo di molti benefici. Tra questi figurano:

  • Miglior funzionamento dell’apparato cardio-circolatorio.
  • Riduzione del colesterolo e della glicemia.
  • Evitare picchi di pressione alta.

 

Anziani e attività motoria

La pratica della regolare attività fisica, anche in età avanzata, è uno dei modi più sicuri per migliorare lo stato di salute e allungare l’aspettativa di vita.

L’allenamento fisico acquista, infatti, una particolare importanza nell’anziano perché aiuta a mantenere un buon equilibrio di salute del corpo e tutti i suoi sistemi, a rallentare il processo fisiologico di invecchiamento, nonché a migliorare il sistema vascolare e respiratorio.

Nello specifico, i benefici di un costante esercizio fisico sulla salute degli anziani saranno:

  • minore accumulo di grasso totale e addominale;
  • muscolatura più resistente all’affaticamento;
  • minore stress cardiovascolare e metabolico;
  • abbassamento della pressione arteriosa, della colesterolemia e della trigliceridemia;
  • ridotto rischio di patologie coronariche;
  • controllo del diabete di tipo II;
  • migliorano i disturbi vascolari periferici;
  • efficienza cardio respiratoria;
  • aumento della motilità intestinale;
  • benessere psicologico (minor rischio di depressione e ansia);
  • rendimento cognitivo superiore (più memoria e capacità di attenzione).

Il risultato sarà quindi un miglioramento della salute cardiovascolare e muscolare, ed una riduzione del rischio di malattie croniche, depressione, e declino cognitivo.

Ma quali sono le attività più adatte?

Camminare

Tra le prime attività fisiche per Anziani consigliate vi è la semplice camminata. Grazie ad essa si mantiene il corpo in movimento, si rafforzano le ossa e le articolazioni. Inoltre c’è il vantaggio di poterla effettuare anche quotidianamente, non solo in palestra ma anche all’aria aperta.

Ginnastica dolce

Le lezioni di ginnastica dolce sono quelle più richieste dagli anziani. Il movimento è assicurato ed è a basso impatto cardiaco. La musica rende il tutto divertente e permette di migliorare la fluidità dei movimenti.

Sport in acqua

Se si hanno problemi motori sono consigliati gli esercizi in acqua come il nuoto oppure la ginnastica dolce da eseguire in piscina. Grazie all’acqua si diminuisce l’impatto del peso del corpo e si facilita il movimento, migliorando le capacità articolari. Inoltre l’acqua produce una resistenza che permette di stimolare la circolazione e rilassare i muscoli.

Pilates e Yoga

Per chi ha problemi di equilibrio e vuole mantenere il corpo attivo migliorando la capacità elastica e la fluidità dei movimenti, possono essere molto adatti i corsi di yoga e di pilates. In questi sport si eseguono una serie di esercizi che combinano movimenti di ginnastica dolce e di coordinazione motoria. I muscoli si allungano e si insegna a regolarizzare il respiro. Tutti i muscoli vengono interessati e in particolari quelli che sono alla base della postura.

 

Domus Santa Rita: una delle eccellenze del settore sanitario di Ardea.

In un momento così delicato, segnato dall’emergenza sanitaria, molte case di riposo hanno dovuto fare i conti  con il virus. Innumerevoli i contagi e purtroppo i decessi, registrati all’interno di strutture per anziani, che rappresentano la categoria più vulnerabile e quindi più colpita.

Tantissime, infatti, le notizie che trattano le drammatiche condizioni delle RSA e Case di Riposo, ma nonostante lo scenario così tragico e preoccupante, la casa di riposo Domus Santa Rita, sita nel comune di Ardea, è riuscita a distinguersi.
L’estrema professionalità e le cure amorevoli da parte di tutto lo staff, hanno preservato la salute sia fisica che psicologica degli ospiti.

Durante i primi giorni di dicembre, infatti, all’interno della struttura sono stati registrati otto contagi tra gli anziani residenti, ma la professionalità, l’impegno e la perseveranza profusi al fine di sconfiggere il virus, hanno portato al miracoloso risultato della totale “negativizzazione”.

“Circa sei anni fa, abbiamo deciso di portare nostra mamma in una Casa di riposto perché, con i progressivi peggioramenti del suo stato di salute, ci siamo resi conto di non essere più in grado di assisterla adeguatamente in casa. Pochi giorni dopo l’ospitalità nella struttura Domus Santa Rita, diretta da Loredana Colorito, abbiamo potuto constatarne il miglioramento e lo stabilizzarsi delle sue condizioni convincendoci di aver fatto la scelta giusta. Per tanto, desideriamo esprimere a tutti voi operatori della struttura, la nostra gratitudine per aver operato in questo critico momento con tutta la vostra forza e professionalità nella gestione del delicato momento, facendo di tutto perché i nostri cari continuassero a vivere.”

Queste le parole dei figli della signora Caterina, ospitata all’interno della struttura, che ci tengono a rendere pubblico un loro encomio all’umanità ed alla professionalità di tutto lo staff, ringraziando di cuore l’amministratore Roberto Spaccialbelli (infermiere professionista), il Direttore Sanitario Dott. Alberto D’Ettore, la direttrice Loredana Colorito, i coordinatori Perlina e Guido, l’infermiera Luminita, gli operatori Gioia, Maria, Douia, Esayas, Zina, Mauro, Jolanta e Lavinia, per aver superato brillantemente quello che è stato un momento di particolare criticità per la struttura e tutti i suoi occupanti.

 

 

COVID E ANZIANI: PIÙ ESPOSTI A TUTTI I PROCESSI INFETTIVI

Le infezioni del tratto respiratorio sono molto frequenti nell’anziano, come polmoniti e bronchiti.

Gli anziani sono particolarmente esposti a tutti i processi infettivi.

Le infezioni più comuni nell’anziano sono le infezioni del tratto urinario, le infezioni del tratto respiratorio, polmoniti e bronchiti, e le infezioni di cute e tessuti molli.

Gli anziani hanno, infatti, peculiari fattori di rischio per sviluppare una polmonite: la colonizzazione del cavo orale e delle alte vie aeree da parte di microrganismi che possono essere inalati in fenomeni di micro-aspirazione, alterazioni della clearance muco-ciliare a livello bronchiale, alterazioni dello stato di coscienza e utilizzo di farmaci che abbassano il ph gastrico.

Su oltre 1.754.715 casi confermati in Italia dall’inizio della pandemia, l’età media dei positivi è stata di 48 anni, come indicato dai Dati cumulativi dell’ISS, aggiornati al 10 dicembre 2020.

Dai dati dell’Iss, su un campione di 55.824 pazienti deceduti e positivi all’infezione da SARSCoV-2 il numero di deceduti nei quali il Covid è la causa direttamente responsabile della morte varia in base all’età, con valori massimi nella classe di età 80-89 anni.

Ad aggravare, il maggior numero di patologie, che si sovrappongono andando avanti con gli anni.

A causa del Covid, infatti, si avrà una diminuzione dell’aspettativa di vita in Italia, che fino al 2019 invece aumentava ogni anno da decenni.

ANZIANI, PERDITA UDITO: CONSIGLI PER AIUTARE I PROPRI CARI

I problemi di udito possono colpire indistintamente giovani e anziani; spesso iniziano in giovane età, ma si manifestano in modo significativo a partire dai 60 e 85 anni.

Con l’età l’orecchio tende a perdere alcune “frequenze”: prima quelle acute, poi quelle medie e gravi, il che diminuisce la capacità di comprendere le parole.

Dopo i 60 anni 2 persone su 5 riscontrano problemi di udito: un problema che, se sottovalutato, può aumentare il rischio di cali cognitivi in età avanzata.

I problemi di udito negli anziani non riguardano solo la persona interessata, ma hanno delle ripercussioni anche sulle persone che vivono con loro e se ne prendono cura: familiari, amici e parenti.

Ci sono diversi sintomi che devono far scattare un campanello di allarme in chi vive con un anziano che soffre di calo di udito:

Se ascolta la tv o la radio a volume troppo alto;

Se chiede di farsi ripetere le cose più volte;

Se non partecipa attivamente alle conversazioni;

Se usa un tono di voce molto alto.

Qualora i sintomi si verifichino spesso, è fondamentale affrontare il problema con l’anziano, anche se spesso chi ne soffre tende a negare la propria condizione.

In questi casi la cosa migliore da fare è trovare il momento e il luogo giusto per introdurre l’argomento: è importante che la persona anziana comprenda i rischi effettivi che corre ogni giorno, spiegandogli i pericoli di camminare da solo per strada, l’aumento dei casi di cadute in casa e il fastidio di non riuscire a sentire lo squillo del telefono.

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ANZIANI E SOLITUDINE, GLI EFFETTI SULLA SALUTE FISICA E MENTALE

La solitudine rappresenta motivo di sofferenza e rischio nella popolazione anziana per lo stato di salute fisica e mentale.

La solitudine che colpisce le persone anziane, rischia di compromettere lo stato di salute generale e rischia di incidere sul tasso di mortalità prematura fino al 14% in più rispetto a coetanei non abbandonati a loro stessi.

La solitudine infatti, oltre ad accentuare i già evidenti e prevedibili problemi di salute legati alla normale decadenza senile, porta ad una condizione emotiva e fisica più difficile da controllare.

Aumento sensibile della pressione sanguigna, alti tassi di cortisolo che altro non è che l’ormone dello stress, sintomi depressivi e disturbi al sonno.

La solitudine, inoltre, può essere reale, quando gli anziani vivono da soli oppure percepita, legata quindi alla mancanza di relazioni significative.

Uno stato di prolungata solitudine rischia di alimentare senza controllo, il nascere di una insidiosa e maligna condizione psicologica: la depressione.

Per evitare tutto ciò è fondamentale coinvolgere gli anziani nelle attività, aiutarli a formare nuove amicizie, spingerli a coltivare qualche passione e condividere con loro esperienze e tempo.

Quest’anno più che mai è forte il bisogno di sensibilizzare la popolazione sulla solitudine degli anziani. A causa della pandemia, infatti, le strutture di assistenza si vedono costrette a dover negare le visite dei familiari ai loro cari. Già nella prima fase dell’emergenza, le restrizioni avevano portato negli ospiti una serie di sintomi, come insonnia e ansia. Questo deve far riflettere, per il futuro, sull’influenza dell’isolamento sociale sulla salute degli anziani.

Un anziano attivo sarà una persona più protetta nel futuro.